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    torri costiere

 Castellazzo

Il Castellaccio o Castellazzo domina l'intera rada da un'altura di 215 metri, in un perfetto mimetismo cromatico con le rocce granitiche con cui è stato edificato intorno al 1000 per il controllo dello stretto di Fornelli. La sua edificazione dovrebbe essere contemporanea al convento di S. Andrea situato poco più a nord ed elevato fra i monasteri camaldolesi, come è detto in un'ordinanza del pontefice Onorio III. La fortezza è cinta da possenti mura guarnite agli angoli da diverse torri. Gli storici affermano che la struttura venne utilizzata prima da Andrea Doria e successivamente (ma forse anche insieme), dal corsaro Barbarossa: si pensa che i due fossero in combutta al fine di incassare somme di denaro da ciò che erano gli ordini costituiti. Da un testo del Fara risulta che nel 1580 il fortilizio era in rovina, eppure la stessa Sassari si preoccupò di denunciare il pericolo dei corsari presenti a Fornelli e a Punta Barbarossa. Si trattava di risistemare il vecchio fortilizio medioevale, che venne restaurato alla fine del secolo XVI, tant'è che nel 1597 lo troviamo dotato di 14 persone in tutto tra artiglieri, soldati e aiutanti, fornita di barche e vettovaglie con a capo l'alcaide Francesco Gil. Ma già nel 1599 il numero dei soldati presenti all'interno del forte si era ridotto a 10, soprattutto perchè le spese per il funzionamento del Castellazzo si rivelarono insostenibili. Nel 1609 è segnalato un restauro così pure nel 1766 e nel 1783. L'ultima riparazione fu eseguita nel 1834.

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Nell'immagine a sinistra si può notare come il fortilizio sia perfettamente integrato nel picco roccioso. Le mura esterne (come si evince da questa foto scattata dal sentiero) raggiungono in alcuni punti gli undici metri ma vi è un punto dove si superano anche i 14 metri. La foto al centro è stata fatta da un'apertura presente all'interno della struttura: in basso è ben visibile il supercarcere di Fornelli. Nell'immagine a destra abbiamo il particolare dell'ingresso del fortilizio dove si notano le pietre legate con malta di calce. Dall'ingresso si passa ad un piazzale dove risulta un rudere di un manufatto rettangolare di notevoli dimensioni, che si suppone possa essere stato l'alloggio dei torrieri.

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