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    torri costiere

 Trabuccato

Il promontorio di Punta Trabucato è un lembo di terra proteso verso il mare a chiudere, a nord, la Rada della Reale. Domina sull’altura, a poco più di 30 metri di quota, la torre omonima che permetteva ai torrieri di controllare un vasto tratto di mare e di comunicare sia con il Castellazzo che con le torri di Cala d’Oliva, Cala d’Arena, Punta del Falcone e Porto Torres. La torre fu innalzata dai capi mastro Girolamo Carta e Giorgio Lochi su progetto del capitano ordinario delle Opere del Regno di Sardegna, Andrea Perez. I lavori iniziarono il 15 agosto del 1609 e terminarono nel dicembre dello stesso anno. Nel 1637 subì diversi attacchi con relativa occupazione prima ad opera delle navi corsare di Biserta e successivamente, nel mese di dicembre dello stesso anno, ad opera di corsari francesi comandati dal capitano De Roques. Questi sbarcò nell’isola, e con la complicità dell’alcaide Giovanni Maria Casagia occupò la torre, dove lasciò una piccola guarnigione. La flotta prese il largo alla ricerca di rinforzi per attaccare la piazzaforte di Alghero. La paura di un nuovo attacco francese si diffuse nel Regno. La risposta militare fu abbastanza tempestiva: le truppe sarde con diverse compagnie di cavalleria, di fanteria e con alcuni pezzi di artiglieria sbarcarono nell’isola e assediarono la torre. I soldati francesi si arresero. Pochi giorni dopo però tre grosse navi francesi, vedendo rioccupata la torre, incominciarono a bombardarla, ma poiché l’artiglieria sarda rispose con un energico e ben diretto fuoco, furono costrette ad allontanarsi. Il capitano De Roques inviò allora a terra un’ambasciata per chiedere la liberazione dei soldati francesi prigionieri. I capitani delle milizie sarde dopo qualche esitazione, consegnarono i prigionieri per liberare l’erario da maggiori ed inutili spese. Il capitano De Roques non restituì però i pezzi d’artiglieria presi dal Castellazzo e già trasportati in Francia. Il governo viceregio aprì un’inchiesta sull’episodio, accusando di intelligenza col nemico il governatore del Capo di Sassari e Logudoro, Francesco Raimondo de Sena. Queste ripetute scorribande ridussero sicuramente la torre in uno stato conservativo assai compromesso fino a quando non si resero necessari alcuni interventi di cui uno piuttosto importante nella seconda metà del XVIII secolo su progetto dell’ing. Belgrano di Famolasco. Si hanno notizie di ulteriori interventi fino alla prima metà dell’ottocento cosicché la torre continuò a mantenere una certa efficienza anche se cambiò la sua destinazione d’uso.

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Nell'immagine a sinistra abbiamo il particolare delle piccole volte in ginepro della scala che immette alla terrazza, mentre in quest'altra foto vi è un grande ambiente ricoperto da una volta a cupola impostata su un pilastro centrale. Dalle immagini si evince che l'interno della torre è ancora in buono stato di conservazione. L'immagine centrale è stata presa da Google Maps e la freccia bianca indica il punto esatto dell'ubicazione della torre. Nell'immagine a destra vi è una donna alla base della struttura: con la sua presenza è facile farsi un'idea delle dimensioni della torre. Infine sempre in questa immagine si possono osservare le aperture da cui, nell'800, veniva calata la tonnara che visse tempi di grande abbondanza alternati a periodi di completo abbandono.

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