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  muflone 1s
In alto: una mufla con il suo piccolo durante uno spostamento nelle rocce granitiche della zona di Cala Sant'Andrea.
Sotto: un piccolo di muflone.
Al momento della nascita il maschio è privo di corna; i cornetti compaiono a partire dal terzo mese di vita e da quel momento continueranno a crescere; lo sviluppo rallenta notevolmente dal quarto anno d'età in poi; dall'ottavo anno, l'accrescimento è compensato dall'usura delle punte.
  muflone 2s

Il muflone

È una specie endemica sardo-corsa e dell’isola di Cipro. I mufloni presenti all’Asinara sono stati introdotti nel 1952 dalla Riserva di Capo Figari e dell’isola Figarolo (3 femmine ed 1 maschio). Si presenta con forma del corpo compatta, piuttosto simile a quella della pecora domestica: può essere considerata infatti la forma selvatica da cui è derivata la pecora mediterranea ed europea. La testa è di medie dimensioni, con muso allungato e arrotondato all’estremità; gli occhi sono molto grandi e le orecchie piccole portate diritte. Il maschio vanta corna permanenti spiralate ad anelli e rivolte all’indietro, ma non ramificate; crescono di un anello all’anno, di conseguenza dal numero degli anelli si può desumere l’età dell’animale. La femmina è completamente sprovvista di corna, anche se (raramente) sono presenti piccolissimi abbozzi frontali (si noti che questa tipicità è presente anche in Sardegna ma non in Corsica dove una buona percentuale di mufle ha le corna). I maschi hanno il collo lungo e grosso ricoperto di peli più lunghi, mentre nella femmina è più snello e aggraziato. Il tronco è robusto e termina con una coda molto corta. La colorazione del mantello varia a seconda del sesso: nella parte superiore il maschio è bruno rossastro, mentre al centro dei fianchi presenta (dopo i due anni di età) la cosiddetta “sella”, porzione piuttosto ampia di peli bianchi, più o meno evidente, mentre nella parte inferiore è biancastro; la femmina è di colore più chiaro, tendente al fulvo; in inverno, la colorazione di entrambi è un po’ più scura. Gli arti sono lunghi e ben sviluppati, terminanti con due grosse dita munite di robusti zoccoli, adatti agli spostamenti e anche alle corse sulle rocce e sui terreni difficili. L’accoppiamento si verifica fra ottobre e novembre, la gestazione dura 21-23 settimane e il parto di un solo piccolo (raramente due) avviene verso marzo-aprile. La mancanza di predatori ha consentito la riproduzione degli animali fino al raggiungimento di una consistente popolazione, che vive principalmente nell’area di Fornelli-Tumbarino e Punta Scomunica, e rappresenta oggi un possibile serbatoio per il ripopolamento di altre aree della Sardegna. Considerato il progenitore della pecora domestica, il muflone vive in branchi misti anche numerosi. Una sua caratteristica è la tendenza a pascolare in spazi aperti, da cui risulta più semplice controllare l’arrivo di disturbatori come l’uomo. Da queste aree si sposta velocemente, in caso di pericolo, preferibilmente con una corsa in salita sul versante montuoso. È abilissimo nella corsa (può raggiungere una velocità di 60 km/h), nel salto e nella scalata delle rocce. Durante il periodo degli accoppiamenti i maschi ingaggiano delle lotte che possono risolversi in un corpo a corpo spalla contro spalla, oppure diventare più violente, con possenti cornate a ripetizione, finché uno dei contendenti non abbandona il campo. Il maschio vincitore si accoppia con il suo gruppo di femmine quando ha un’età tra i 3 e i 10-12 anni; in precedenza e successivamente, invece, non frequenta l’altro sesso, e gli esemplari anziani tendono a vivere in solitudine per evitare la competizione con i maschi più giovani e forti. È un animale piuttosto longevo, che può vivere fino a 20 anni.

 

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